La Donna della Domenica

‘A New York lei c’era stata due volte, la prima tanto per vedere com’era, la

seconda per il matrimonio di un fratello di Vittorio. Ma a Boston non aveva

mai messo piede, né le era mai venuto in mente di farlo. Doveva essere una

città di mare (ma a sud o a nord di New York?) e di lì, da un gruppo di

patrioti tipo carbonari riuniti a prendere il tè, era partita l’idea di fare la guerra

d’indipendenza contro gli inglesi, nel Settecento. Altro, su Boston, non le

risultava. Henry James (uno scrittore di quelli che dovevi spingere come una

bicicletta in salita) ci aveva fatto sopra un romanzo intitolato appunto “I

bostoniani”, ma lei non l’aveva letto. Le pareva di ricordare che i bostoniani

avessero una nomea di gente molto puritana e, per qualche ragione, molto

snob; ma questo chissà quanto tempo fa, ormai doveva essere una città come

tutte le altre, piena di negri e di grattacieli e con la solita, sterminata periferia

di villette, complete di giardino e doppio garage. E per un simile agglomerato,

per un posto che non conosceva e che non avrebbe mai conosciuto, che per lei

non rappresentava assolutamente niente, lei ora si trovava qui, a camminare

come un’anima in pena alla periferia di Torino, lungo il Po.’

C. Fruttero e F. Lucentini, ‘La Donna della Domenica’, Mondadori, Milano.